Il nostro contributo all’estinzione – ottava puntata

Giovedì 26 Ottobre, nuova riunione della Confraternita Estintori dopo la lunga pausa estiva.

In aggiunta alla solita missione, mettere alla prova la longevità di alcune bottiglie, ci siamo dati come tema cercare dei vini che in qualche modo si ricolleghino all’autunno, vini che speriamo ci diano sensazioni, colori, profumi di questa ancora mite e colorata stagione.

Vediamo com’è andata, ecco l’elenco dei vini in degustazione:

Camillo Donati – Il mio malvasia 2008
Malvasia dell’Emilia Igt 12,5%
Vino Frizzante. Biologico e biodinamico.
Giallo dorato con riflessi arancio come le foglie di alcuni alberi in questo periodo.
C’è una leggera ossidazione iniziale che poi lascia spazio al miele, agli agrumi, erbe secche, ma in bocca è ancora vitale e piacevole con finale leggermente amarognolo.
Il Malvasia è un vino di solito creato per vivere un’estate, per dissetare con la sua semplicità, imbottigliato con i lieviti che, come tutte le creature vive, non si sa mai cosa possano combinare, aperto dopo quasi dieci anni… non ci avremmo dato due castagne, un azzardo e una grande soddisfazione. E forse, grazie alla sua morbidezza, provare ad abbinarlo proprio con le castagne dolci di San Mauro di Saline, chissà.

Gravner Rosso Rujno 2001
Venezia Giulia Igt
Nasce da una selezione di uve rosse, in gran parte Merlot, questa riserva di Gravner.
Colore elegante, di grande trasparenza. Coinvolgente nei sentori di frutta e spezie, nelle note cuoio e erbe, lunga l’evoluzione nel bicchiere che regala sempre nuovi profumi.
Perfetto al palato nell’equilibrio delle componenti e lunga persistenza, un grande vino, paradigma per eleganza. Autunnale perché ricorda le prime nebbie che si incontrano proprio andando verso la cantina di Josko. Grande vino ancora in splendida forma.

Cantina sociale di Castadias – Parolto 1999
Isola dei Nuraghi Igt
Nasce da un assemblaggio delle tipiche uve cannonau e carignano con una percentuale minore di cabernet.
Ci sono delle note animali di pelo con una leggera ossidazione ancora tamponata da una buona freschezza, sentori di tamarindo e tipiche note dell’evoluzione in legno, quasi un sentore di bosco nella nebbia. Vino che ha iniziato a cadere, come le mele che la pianta abbandona stramature e diventate farinose, peccato non averlo morso 2 anni fa.

DHC Villany – Bock 2009 Royal Cuvée
Sud Ungheria Villány
Da vitigni cabernet, pinot nero e merlot. Ancora giovincello e vivo, naso di liquirizia, foglie secche, non ancora ben amalgamato nella parte vegetale. Splendido invece in bocca: tagliente, secco, guizzante per la bella acidità che chiama in abbinamento la carne, ma una carne da autunno, un bel brasato con il sugo e la polenta o una carne selvatica dalle lunghe cotture, magari dopo una notte a maturare nel vino e nelle spezie.

Grigolli Bruno – Noal 2008
Trentino Superiore Doc Merlot
Dopo nove anni ancora incarna il tipico Merlot trentino nel suo bouquet coinvolgente di frutta, spezie, caramella mou, succoso e sapido in bocca, elegante e rotondo per un gran bollito con la mostarda o la salsa cren che riesce certamente a tenere, forse un po’ eccessivo per la nostra pearà ma il tutto si sposa bene con l’autunno, i cibi che fumano come i campi per le nebbie basse alle prime luci.

Ossimoro 2007 – Azienda Agricola Pietraventosa
Murgia – Igt Gioa del colle
Uvaggio di primitivo e aglianico in un vino non filtrato che dopo dieci anni ancora non ha perso nulla del suo vigore. La potenza si manifesta già negli intensi profumi di frutta scura, more in primis, e nelle note balsamiche. Anche in bocca è muscoloso, potente e pieno nel gusto, ancora un po’ scontroso e rude, un vino da mangiare o da abbinare a porchetta o cinghiale, quando è aperta la caccia, magari in autunno, ed allora metteteci anche i funghi freschi raccolti nei boschi..

L’Orcio 2003
Il Falcone Reale di Maurizio Marconi, San Marcello (AN)
Bevanda aromatizzata a base di vino e visciole, 14 gradi alcool.
Profumi di marasca sotto spirito, cipria e vaniglia, bello soprattutto in bocca, grande freschezza, pulito, gentile anche nel corpo, leggermente dolce ed ancora perfetto, una piacevole sorpresa. Finita la cena, le prime sere d’autunno che si accende il caminetto per tirare via un po’ di umidità e serve una scusa per sedersi a guardare il fuoco come fanno i bambini.

Alessio Albi

Alessio Albi

Nasco come programmatore di applicativi web basati su Java. Poi la voglia di sperimentare e di esplorare strade per me nuove mi porta a partecipare ad un corso di PHP e a studiare il funzionamento di WordPress. Dal momento che non c’è nulla come l’esperienza sul campo per imparare eccomi qui a gestire il blog di mia moglie…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *