Il nostro contributo all’estinzione – sesta puntata

Giovedì 09 Marzo, ecco nuovamente riunita la Confraternita Estintori, la serata è dedicata alla sola annata 2010, vogliamo vedere come i vari vini hanno affrontato la tanto temuta crisi del settimo anno, l’annus horribilis delle coppie sposate.

Vediamo com’è andata, ecco l’elenco dei vini in degustazione:

Erbaluce di Caluso Docg 2010 – Tenuta Roletto
Appeal nel nome e nel bouquet per questo Erbaluce che si rivela una piacevole sorpresa. Le note dolci della frutta matura e delle spezie si rincorrono con quelle fresche delle erbe balsamiche mantenendo vivo il gioco dei profumi. In bocca l’entrata è piena e morbida per finire poi con una leggera nota tannica. Sapido e intrigante.

Cerasuolo di Vittoria Classico Docg 2010 – Azienda Agricola Cos
Tanta frutta, in primis i ribes, che poi lascia spazio a una piacevole nota selvatica, boscosa e al tabacco.
Piacevole e scorrevole la beva, lungo il sapore legato alle note di frutta, morbido e delicato il tannino, dissetante la sua freschezza.
Vino con ottimo equilibrio che regala grande soddisfazione al palato.

Pinot Nero Forte di Mezzo 2010 – Maso Cantanghel
Profumi nordici, un po’ ferroso, scuro e sulle sue, poi la nota di vaniglia della botte.
Integro e imbronciato in bocca, freddo come un iceberg, quasi scocciato di essere stato disturbato.

El Nane Rosso Verona Igt 2010 – Azienda Agricola Le Marognole
Vino che nasce dalle tipiche uve veronesi corvina, corvinone, rondinella con l’aggiunta della croatina. Nel bouquet si riconoscono subito le tipiche note dolci dell’appassimento insieme a un intenso profumo di ciliegia e tanti piccoli frutti rossi.
Potente, corposo, morbido in bocca, glicerina e alcool sui 15 gradi portati con disinvoltura.
Ancora giovane, sette anni li porta bene, niente crisi.

Barolo Capalòt 2010 Docg – Azienda agricola Santa Maria di Walter Viberti
Carico e intenso il colore. Eleganti profumi floreali, intenso il fruttato, cipria, gesso. Le note legate all’evoluzione sono ancora poche per eccesso di giovinezza.
In bocca il tannino è ancora un po’ aggressivo, il gusto è corposo e pieno.
Nessun segnale di crisi solo attributi di gioventù.

Barolo Bussia 2010 Docg Riserva – Az Agricola Stroppiana Dario
Spezie, tabacco, cuoio e note balsamiche si fondono creando un bouquet evoluto e ampio, tutte le note che si ritrovano piacevolmente all’assaggio e creando una persistenza gustativa lunga e complessa.
Anche in questo vino niente cedimenti, un sapiente uso del legno ha solo aiutato la sua piacevole evoluzione.

Brunello di Montalcino “Elia” Docg Riserva 2010 – Elia Palazzesi
Ampio il ventaglio dei profumi: frutta, fiori, spezie dolci, note fresche. Corpo, tannino elegante, sapidità ma anche grande bevibilità all’assaggio.
Il colore ancora vivo e intenso, lunghissimo il sapore in bocca, regala grandi emozioni e grandi soddisfazioni.
Un Brunello Riserva di sette anni, siamo appena nella fase iniziale della sua vita, bisognerebbe aspettare, ma è anche il tempo degli agnellini e dei capretti, poi verseremo le nostre lacrime di coccodrillo per questo grande abbinamento di buonissime giovinezze.

A quanto pare i vini vivono bene in bottiglia anche il settimo anno, ma un caso fortuito ci ha messo tra le mani una bottiglia di cinquant’anni:
Azienda Giovanni Scanavino, Priocca d’Alba (CN), Vino vendemmia 1967 Enoteca San Bernardo “Riservato agli amici”
Naso: ossidato con potenti note balsamiche, quasi bacche di pino, poi fondi di caffè e foglie secche.
In bocca è già meglio, ancora una ben apprezzabile freschezza ed un tannino che pulisce, note di prugne cotte e corpo ormai esile con l’ossidazione naturale che tutto avvolge. Il vino doveva essere aperto almeno 10 anni fa, ha lottato fino a consumarsi, è un dinosauro in estinzione che non vuole morire, lo lasciamo con il rispetto che si deve agli antenati.

Ivana Guantiero

Ivana Guantiero

Mi chiamo Ivana Guantiero e sono appassionata di vino.
Come è nata la mia passione per il vino? Se scavo bene tra i miei ricordi l’immagine più antica che mi torna alla mente è quella della cucina di mia nonna a Mezzane, il camino ed il grande tavolo in legno.
Io che non arrivo neppure al tavolo e mio papà che con il goto veronese in mano mi chiede se voglio assaggiare un goccino di recioto, mia mamma che brontola “..è piccola..”, mio papà che facendomi l’occhiolino mi allunga il bicchiere da cui ne assaggio un goccino.
Ecco, io credo che in quelle domeniche sia stato piantato in me il seme della passione per il vino, quindi grazie papà!
Sono socia dell’Ais (Associazione Italiana sommelier) da una quindicina di anni e con loro sono relatore nei corsi per aspiranti sommelier, faccio parte della redazione di verona, scrivo articoli sul loro sito, faccio visite alle cantine, recensioni ai vini e partecipo ai panel dei degustatori ufficiali.
Collaboro anche con la Slow food per stesura della guida Slow wine.
Il mio interesse non è solo nel mondo del vino ma anche dei salumi con l’Onas, olio e formaggi.
Il blog? Spero diventerà una raccolta delle mie eno-avventure e un modo per conoscere e scambiare opinioni con altre persone che avranno voglia di leggermi.

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