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Il nostro contributo all’estinzione – quinta puntata

Contributo all'estinzione
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Solitamente durante le nostre riunioni degustiamo vecchie bottiglie dimenticate in cantina, ma in questa no… Questa volta abbiamo estinto tesori come quelli che si ripescano nelle stive dei galeoni spagnoli affondati in mezzo al mare, abbiamo trattato solo Soave ante annata 2010; un nostro piccolo contributo alla discreta longevità di questo grande vino veronese, pur tenendone ben presenti i limiti per non chiedere a questi vini quello che non possono dare.

Doverosa premessa sull’apertura delle bottiglie avvenuta un’ora prima di degustarle, ma comunque i vini nel bicchiere cambiano molto e rilasciano aromi diversi mano a mano che passa il tempo, perciò è stata una degustazione con continui ritorni.

Soave Superiore Classico D.o.c.g. Monte di Fice 2007 – I Stefanini
Come sempre iniziamo con il più giovane: un Soave di dieci anni!
Il bouquet è pieno, intenso nelle note di frutta matura, miele, fieno, camomilla, caramella mou, bouquet che poi evolve nel corso della serata con eleganti sentori di idrocarburi e di spezie.
In bocca è scorrevole, l’acidità ancora ben presente lo sostiene e lo rende molto piacevole. Una bella sorpresa, molto buono!

Soave Doc Santo Stefano 2007 – Azienda Agricola Portinari
Il profumo è ricco di frutta tropicale, mango, frutto della passione, ananas. In bocca l’entrata è morbida, il corpo è notevole, in chiusura un retrogusto leggermente amarognolo.

Soave Doc Santo Stefano 2006 – Azienda Agricola Portinari
Più agile e fresco del 2007. Al naso sentore iniziale di verdura cotta, si avvertono molto le note legate all’evoluzione in legno, una leggera ossidazione naturale che lo rende chic e poi le note eteree di smalto e vernice. In bocca c’è una sensazione tannica che poi lascia spazio alla frutta secca, la bocca rimane pulita pronta per altri assaggi.

Soave Doc Santo Stefano 2003 – Azienda Agricola Portinari
Si dice che nelle annate calde, e il 2003 lo è stata, il Soave si esprime bene, ecco ora possiamo anche dire che invecchia bene.
Opulento nei profumi di frutta matura, frutta secca e tropicale, tabacco biondo, miele, fieno, spezie dolci. In bocca una bella freschezza sostiene la notevole struttura del vino creando un bell’equilibrio. Dinamico, vivo e gustoso anche dopo 14 anni, lascia un palato di seta.

Soave Classico Doc Contrada Salvarenza – Vecchie Vigne 2003 – Azienda Agricola Gini
Elegante nei profumi di frutta ancora croccante, miele di eucalipto, erbe aromatiche e note minerali quasi un profumo di brezza marina. L’evoluzione continua con dolci note di fichi, noci e idrocarburi.
In bocca è caldo, equilibrato con una delicata nota di mandorla che asciuga e pulisce il palato.
Un vino sottile sempre in perfetto equilibrio, che negli anni ha mantenuto il suo carattere, un esempio di longevità del Soave non così scontata.
Molto buono, ovviamente già il nome del produttore aveva suscitato in noi delle aspettative che sono state ampiamente soddisfatte, ci siamo anche un po’ pentiti di averlo aperto… per qualche altro anno poteva restarsene in bottiglia.

Soave Superiore Doc Pieve Vecchia 2001 Soave Superiore 13,5% – Fasoli Gino
Da sempre questo vino è un’espressione perfetta della zona ovest del Soave e con sorpresa è anche una bell’esempio di longevità.
Delicati i profumi al naso, emergono le note legate all’affinamento in botte che poi lasciano spazio alla frutta e erbette di campo secche. Molto piacevole in bocca, ancora godibile a tavola, dopo sedici anni di bottiglia è un vino che non vuole stare solo ma che accompagnerebbe volentieri un piatto di fettuccine.

Soave Classico Doc Vigna Ronchetto 1995 – Azienda Agricola Portinari
Dopo ventisette anni questo simpatico vecchietto cammina ancora con le sue gambe, la sua forte acidità ancora lo sostiene e regala al naso le tipiche note vegetali della garganega e la sapidità della sua zona. Un caso limite, ma trovare in giro qualche vecchietto di cent’anni ci rende più credibile che tutti arriveremo almeno ad ottanta, è un inno all’ottimismo.

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