Il nostro contributo all’estinzione – dodicesima puntata

Giovedì 10 ottobre 2019 la Confraternita degli Estintori si riunisce per assaggiare “i vini dell’autunno” quelle bottiglie che abbiamo acquistato con il buon proposito di gustarle con l’arrivo del primo fresco autunnale e invece poi sono rimaste lì a riposare in cantina per qualche autunno in più..

Di solito io e Matteo ci troviamo un po’ prima per preparare la scaletta dei vini e aprire le bottiglie. E’ una parte poco affascinante di cui, di solito non si parla, ma questa volta va raccontato il grido di dolore di Matteo “ il tappo ci ha traditi …maledetto figlio di…” più qualche altra imprecazione, ma si trattava di un Amarone Bertani 1996 dal promettente colore rosso intenso. Dopo tanto dolore e l’invocazione del tappo tecnico per tutto, coca cola compresa, vediamo com’è andata la serata:

Groppello Igt 2012
Azienda Agricola Firmino Miotti
Breganze Vi
Si dice che “Questi vini come nascono muoiono” e infatti in questo groppello è ancora ben percettibile il tannino, l’acidità, e una certa rusticità che lo caratterizza. Ha poco a che vedere con i groppelli della zona est del Lago di Garda, è più corposo anche se abbastanza diretto. Ben fruttato il naso, chiusura un po’ tannica in bocca, da abbinare a qualche dolce grassezza suina. Come è buona abitudine tra la tribù degli estintori, noi lasciamo sempre un po’ di vino nella fila di bicchieri per ritornare ogni tanto a sentire come evolve, talvolta bene e a volte no. Nel corso della serata questo vino si apre e rilascia note di menta, rosmarino, radice di liquirizia, evolve sempre in meglio pur restando un vino sostanzialmente semplice e rustico.

Pinot nero 2002 Trentino Doc
Azienda Agricola Graziano Fontana
Faedo – Tn
Colore ancora vivace, fresco nei profumi, elegante la nota fumè, delicato il sentore floreale. Equilibrato al palato con tannini vellutati, lunghi e morbidi. Esattamente al contrario del precedente, questo vino è nato per suonare solo spartiti eleganti, la stessa differenza che c’è tra un’arpa ed un’armonica a bocca, ognuno per il suo scopo. Davvero buono, un vino da ricordare, pieno di classe! L’eleganza dura nel tempo… se avessimo avuto pazienza sarebbe anche diventata maggiorenne!

Fojaneghe 2012
Conti Bossi Fedrigotti dal 1967
Vigneti delle dolomiti Igt Rosso
Masi Estates
Negli anni sessanta fu uno dei primi tagli bordolesi realizzato con uve di cabernet franc, merlot e Teroldego. Un vino forte, muscoloso che grazie alla sua potenza resiste bene al passare degli anni, un po’ troppo deciso l’ uso dei legni.

Gemola magnum 2007
Vignalta
Colli Euganei Rosso Doc
Arquà Petrarca – PD
Merlot 70% Cabernet franc 30%

Un grande vino creato per durare e esprimersi ai massimi livelli anche dopo 12 anni Elegante, avvolgente, ampio nei profumi; morbido, vellutato, lungo al palato, ancora vivo e pieno. Siamo perfettamente consapevoli che poteva rimanere ancora in cantina diversi anni. Vino accogliente, aperto al mondo, lo sposiamo a cena con una costata irlandese. Come si intendevano bene i due, amore a prima vista!

Passito bianco 2005 Igt Veronese
F.lli Recchia
Masua di Jago – Jago di Negrar – Vr

La parziale fermentazione con le bucce ha dato a questo vino la forza di vivere finora (14 anni) E’ una doppia estinzione, perché sono vini ormai scomparsi nella Valpolicella che è disciplinata dalla Doc e ha emarginato i vitigni a bacca bianca. Si percepisce l’evoluzione e l’ossidazione naturale all’apertura della bottiglia poi la frutta dolce e candita. E’ un vino sincero che sa star bene con un dolce semplice come una torta di mele, un vino che risveglia i ricordi di quando la mamma ci preparava la focaccia con l’uva o con le mele. Per noi estintori invece l’ha preparata la nostra Susan seguendo la ricetta americana della apple pie, tanto i ricordi dell’infanzia sono una ricchezza per tutti, e le cose semplici piacciono a tutti.

E’ stata una degustazione piacevole e fortunata, il dolore iniziale dell’amarone sta passando nel torpore della bella serata finita nella dolcezza con vino, focaccia e tempi della gioventù. Alla prossima…

Ivana Guantiero

Ivana Guantiero

Mi chiamo Ivana Guantiero e sono appassionata di vino. Come è nata la mia passione per il vino? Se scavo bene tra i miei ricordi l'immagine più antica che mi torna alla mente è quella della cucina di mia nonna a Mezzane, il camino ed il grande tavolo in legno. Io che non arrivo neppure al tavolo e mio papà che con il goto veronese in mano mi chiede se voglio assaggiare un goccino di recioto, mia mamma che brontola "..è piccola..", mio papà che facendomi l'occhiolino mi allunga il bicchiere da cui ne assaggio un goccino. Ecco, io credo che in quelle domeniche sia stato piantato in me il seme della passione per il vino, quindi grazie papà! Sono socia dell’Ais (Associazione Italiana sommelier) da una quindicina di anni e con loro sono relatore nei corsi per aspiranti sommelier, faccio parte della redazione di verona, scrivo articoli sul loro sito, faccio visite alle cantine, recensioni ai vini e partecipo ai panel dei degustatori ufficiali. Collaboro anche con la Slow food per stesura della guida Slow wine. Il mio interesse non è solo nel mondo del vino ma anche dei salumi con l’Onas, olio e formaggi. Il blog? Spero diventerà una raccolta delle mie eno-avventure e un modo per conoscere e scambiare opinioni con altre persone che avranno voglia di leggermi.

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