Vecchie matriarche e danzatrici di hula hawaiana

Visita a Dama del Rovere per assaggiare un nuovo soave classico di Massimo Prà, il Bortolo vecchie vigne 2013, appena messo in commercio.
Il piccolo vigneto da cui nasce è stato piantato subito dopo lo sterminio di viti della famosa gelata del febbraio 1929, con temperature che per diversi giorni nel Veneto oscillarono tra i -16 di Vicenza ed i -10 di Venezia. Le vigne sono contorte e aggrappate a pendii magri, sembrano alberi terremotati, sono l’immagine della difformità, della resistenza anarchica, della tenacia per la vita, nulla di più lontano dal moderno ordine produttivo, ma proprio per questo sono naturalmente belle, matriarcali, quasi religiose.

Il vino è austero, naso francese senza frivolezze fru-fru, in bocca tagliente sapido, tante erbe aromatiche e spiccata mineralità, ancora giovane e ruspante, a qualche anno dall’eleganza, per gli intenditori che lo metteranno in cantina.

Dama del Rovere - Massimo

Dato che siamo in azienda riassaggiamo una nostra passione, il Durello metodo classico 36 mesi sui lieviti, opulenza ed irruenza di pietre vulcaniche ed erbe selvatiche ingentilite dal tempo, sempre bellissima spalla acida, quasi come una hula hawaiana di morbidi fianchi che ondeggiano con grazia e nascondono i potenti muscoli nei gonnellini di paglia.

Il discorso con Massimo finisce sull’invasione nel Veneto di tanti nuovi impianti di prosecco, e se il fenomeno danneggia secondo lui i produttori di Durello. La sua opinione è che la cosa non incida poi molto sui “durellisti” che fanno questo tipico spumante, molto lontano dal prosecco: la bocca che ama il Durello cerca cose che il prosecco non darà mai e viceversa, è anzi un bene che sia così e che il Durello non possa diventare una moda ma rimanga un prodotto di nicchia, tanto è vero che in provincia di Vicenza ultimamente si sono piantate molte vigne di prosecco ma non di uva durella.

Il Durello è tenace, di nome e di fatto, anche da questo punto di vista.

Dama del Rovere - Vigneto

Matteo Guidorizzi

Matteo Guidorizzi

Mi chiamo Matteo Guidorizzi e sono un onesto e malpagato docente di materie letterarie in un liceo, ho un’età -anta-tanta ma, per mia fortuna, sono preso da molteplici interessi, a cominciare dal mondo del vino. Sono attualmente socio dell’Ais (Associazione Italiana sommelier), dell’Onaf (Organizzazione nazionale assaggiatori formaggi), Onas (salumi) e sono iscritto all’elenco regionale dei tecnici ed esperti degli oli d’oliva. Insomma ho un naso ed una bocca discreti, li ho ben educati negli ultimi decenni e li uso per setacciare la mia terra veneta e scoprirci le pepite, le cose buone spesso poco note ma legate alle tradizioni alimentari delle nostre genti. Ecco quindi già rivelate le finalità dei miei interventi in questo blog: parlare del mio territorio e divertirmi, anche in vostra compagnia, se vorrete leggermi.

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