Un Bardolino per tutte le stagioni

Doppia Anteprima domenica 5 marzo a Lazise, quella del Bardolino – Chiaretto e quella di una mite Primavera con una splendida giornata di sole.

Un centinaio i campioni presentati, degustati rigorosamente in cieco.

La prima impressione è di una buona annata per i Bardolino Chiaretto, già pronti, profumati e allegri, quasi messaggeri della bella stagione. Per fare qualche nome, buoni il chiaretto presentato da Giovanna Tantini, Villa Medici, Le Muraglie, Poggio delle Grazie, Corte Gardoni.

Qualche perplessità invece sul Bardolino in rosso, dove è sempre più difficile ritrovare la tipologia a cui, a ragione o a torto, eravamo abituati, vini di corpo semplice, poco colorati, floreali, pepe al naso e facile beva.

Ora tendenzialmente sono più corposi e colorati, spezie per ora poche, vini con tante qualità ma da esprimere, chiusi, talvolta muscolosi senza sentimento, in generale vini giovani, spigolosi e poco espressivi.

Tra quelli che già rivelano parte del loro carattere mettiamo sicuramente il Tacchetto di Guerrieri Rizzardi, Monte del Frà, Le Ginestre, Vinicio Bronzo e Bigagnoli.

Riflettendoci sopra, sembra che per un saggio consumatore la cosa migliore sia puntare sul Chiaretto fino a novembre (il Bardolino dell’estate), e poi con i primi freddi passare al rosso (il Bardolino dell’inverno). E se ci fosse una serata estiva in cui il rosso diventa irrinunciabile? Basta scegliere un Bardolino dell’annata precedente, uno dei 27 del 2015 presentati a Lazise, ora sì giunti a maturità, complessità ed eleganza, come Le Fraghe 2015, Le Vigne di San Pietro o Albino Piona.

Davvero la storia che il Bardolino è buono solo nel suo primo anno ormai suona bene in qualche vignetta del fumetto Sturmtruppen, pronunciata da qualche “eroiken portaferiten ubriaken”.

Matteo Guidorizzi

Matteo Guidorizzi

Mi chiamo Matteo Guidorizzi e sono un onesto e malpagato docente di materie letterarie in un liceo, ho un’età -anta-tanta ma, per mia fortuna, sono preso da molteplici interessi, a cominciare dal mondo del vino. Sono attualmente socio dell’Ais (Associazione Italiana sommelier), dell’Onaf (Organizzazione nazionale assaggiatori formaggi), Onas (salumi) e sono iscritto all’elenco regionale dei tecnici ed esperti degli oli d’oliva. Insomma ho un naso ed una bocca discreti, li ho ben educati negli ultimi decenni e li uso per setacciare la mia terra veneta e scoprirci le pepite, le cose buone spesso poco note ma legate alle tradizioni alimentari delle nostre genti.
Ecco quindi già rivelate le finalità dei miei interventi in questo blog: parlare del mio territorio e divertirmi, anche in vostra compagnia, se vorrete leggermi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *