Il Mottolo

Ape o vespa della sabbia?

Giriamo un po’ come le solitarie vespe della sabbia (come le api no, sembrano una caserma), solo per nostra oziosa curiosità nella zona sud dei Colli Euganei, presso le colline di Baone. Qui Sergio Fortin e Roberto Dalla Libera, spinti da prepotente passione per il vino, decidono nel 2003 di unire le loro forze, acquistano un’azienda agricola e iniziano la loro avventura nel mondo del vino. Quest’anno una nuova importante sfida per loro: l’azienda è in conversione biologica, perché nella passione che li ha mossi c’è anche il profondo rispetto e la responsabilità verso l’ambiente. I vigneti sono intorno all’azienda, distesi in un piccolo anfiteatro con terreni che diventano sempre più calcarei e chiari salendo la collina, fino a sfumare in una corona di macchie boschive con chiazze di ulivi.

Vi raccontiamo i quattro vini che più ci sono piaciuti:

Le Contarine – Igt bianco 2017 -11,5%

Nasce da un blend di moscato giallo e bianco. Aromaticità volutamente contenuta, non eccessiva, dove le note di frutta (mela verde) e di erbe (anice e salvia) si fondono in bouquet piacevolmente fresco. Sapido e dissetante al palato, ottimo con piatti estivi leggeri e ricchi di profumi.

Serro 2015 – Rosso Veneto Igt.

Acronimo di Sergio e Roberto . Un taglio bordolese complesso, elegante e morbido al palato, belle note speziate con tannino ancora grintoso che evolverà rendendo il vino ancora più setoso. Didattico l’uso dei legni, vino di classe, preciso e corale nelle sue componenti, davvero ben fatto.

Colli euganei Doc Vignànima 2015

Il vino dell’anima nasce da uve di carmenère proventi da un vigneto in cima alla collina dove il terreno diventa sempre più calcareo e chiaro, i vini invece sempre più caldi e scuri perché i vitigni a bacca rossa sui terreni calcarei maturano più uniformemente. Così questo carmenère diventa scuro, complesso, un po’ egocentrico e guascone, con qualche nota burbera ed il fascino di chi promette qualche trasgressione. Profumo un po’ selvatico con note verdi di arbusto, menta, speziato di pepe, liquirizia, cioccolato e tanta frutta. Potreste aprirlo insieme al Serro in una serata tra esperti amici, lanciare il sasso della discussione e vedere chi si sente ape e preferisce il bordolese, oppure vespa della sabbia e sceglie il carmenère.

Vigna del Pozzo – Moscato fior d’arancio 2015 passito 12.5% – 3,75 L

Moscato giallo 100% Una esplosione di canditi, note di arancio, mandarino, fico. Interessante la nota fresca di geranio e le note di erbe aromatiche come la salvia. Non troppo dolce, equilibrato, piacevole, lascia la bocca pulita.

Ivana Guantiero

Ivana Guantiero

Mi chiamo Ivana Guantiero e sono appassionata di vino. Come è nata la mia passione per il vino? Se scavo bene tra i miei ricordi l'immagine più antica che mi torna alla mente è quella della cucina di mia nonna a Mezzane, il camino ed il grande tavolo in legno. Io che non arrivo neppure al tavolo e mio papà che con il goto veronese in mano mi chiede se voglio assaggiare un goccino di recioto, mia mamma che brontola "..è piccola..", mio papà che facendomi l'occhiolino mi allunga il bicchiere da cui ne assaggio un goccino. Ecco, io credo che in quelle domeniche sia stato piantato in me il seme della passione per il vino, quindi grazie papà! Sono socia dell’Ais (Associazione Italiana sommelier) da una quindicina di anni e con loro sono relatore nei corsi per aspiranti sommelier, faccio parte della redazione di verona, scrivo articoli sul loro sito, faccio visite alle cantine, recensioni ai vini e partecipo ai panel dei degustatori ufficiali. Collaboro anche con la Slow food per stesura della guida Slow wine. Il mio interesse non è solo nel mondo del vino ma anche dei salumi con l’Onas, olio e formaggi. Il blog? Spero diventerà una raccolta delle mie eno-avventure e un modo per conoscere e scambiare opinioni con altre persone che avranno voglia di leggermi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *