Il buono della ghiaia

La Tenuta Vignega ha 8 ettari di viti nel comune di Pescantina, anche se in realtà per una stradina che scavalca la collina ci troviamo a neanche 2 km da Sant’Ambrogio di Valpolicella. La zona è pedecollinare, formata da sedimenti alluvionali depositati per millenni dall’Adige. A conferma di questo l’azienda confina con una vecchia cava, chiusa da tempo, dalla quale si può scorgere un interessante spaccato del terreno: sopra si vede uno strato di un metro o poco più di terra argillosa con tanti sassi tondi, levigati dal fiume, quindi scendendo, ci sono 5-6 metri di desolata ghiaia da edilizia.

L’azienda è biologica dal 1997, la titolare Cristiana Bettili in questo campo ha solide e vissute convinzioni. C’è una graziosa casa colonica ristrutturata, poi una cantina che usa gli spazi che rimangono, niente costruzioni nuove, solo un sano recupero e riutilizzo di quello che c’era. In campagna si vedono vecchi vigneti rigorosamente inerbiti e un nuovo impianto di valpolicella messo a dimora quest’anno, tutti a spalliera.

Qui si producono, il Valpolicella base, il Superiore, il Ripasso e l’Amarone, tutti rigorosamente bio. Le annate sono sempre più vecchie rispetto alla media dei produttori, segno che una parte importante del lavoro viene lasciata al tempo che deve passare, senza la fretta del mercato. Ci sono piaciuti in particolare il Valpolicella 2016 (6 euro in azienda), diretto e gustoso, e l’Amarone 2011 (20 euro), senza troppo legno, godibile e bevibile con qualsiasi carne o formaggio stagionato, ancora un po’ chiuso ma sincero, vino socievole, da mangiate in compagnia.

Vero e profondo amore invece per l’Amarone riserva 2010, elegante, ampio, etereo, fine (ecco la ghiaia), lungo, gentile eppure di carattere, come quelli che si potevano bere 40 anni fa, e ad un prezzo di 25 euro, una eccellenza a prezzi ancora umani!

La signora Cristiana ci informa che nel 2013 ha acquistato la tenuta Plozner, una quarantina di ettari a Spilimbergo in zona Grave del Friuli, dove produce pinot grigio, sauvignon, friulano e merlot, anche qui con certificazione bio dal 2016, vini che ci ha fatto assaggiare, molto convincenti e sempre convenienti. Ci proponiamo di andarla a visitare  nei prossimi mesi.

Anche là terreni alluvionali magri e pieni di ghiaia, nella striscia di terre tra i fiumi Tagliamento e Meduna. Un po’ strana questa passione della titolare per la ghiaia, chissà che direbbe Freud!

Tenuta Vignega

Matteo Guidorizzi

Matteo Guidorizzi

Mi chiamo Matteo Guidorizzi e sono un onesto e malpagato docente di materie letterarie in un liceo, ho un’età -anta-tanta ma, per mia fortuna, sono preso da molteplici interessi, a cominciare dal mondo del vino. Sono attualmente socio dell’Ais (Associazione Italiana sommelier), dell’Onaf (Organizzazione nazionale assaggiatori formaggi), Onas (salumi) e sono iscritto all’elenco regionale dei tecnici ed esperti degli oli d’oliva. Insomma ho un naso ed una bocca discreti, li ho ben educati negli ultimi decenni e li uso per setacciare la mia terra veneta e scoprirci le pepite, le cose buone spesso poco note ma legate alle tradizioni alimentari delle nostre genti. Ecco quindi già rivelate le finalità dei miei interventi in questo blog: parlare del mio territorio e divertirmi, anche in vostra compagnia, se vorrete leggermi.

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