I matti dai dottori

Una pausa da Verona per bere vini diversi, di altre terre, visto che siamo in vacanza. Però siamo turisti un po’ pigri e abbiamo una sorta di dipendenza dal nostro Veneto. Quindi una pausa, ma non lontano da Verona, nei Colli Euganei, le ultime alture venete verso sud che sembrano sulla cartina piccoli relitti staccatesi dalle grandi montagne, in lenta deriva nella pianura Padana. Colline diverse da quelle prealpine veronesi, più morbide e calde (terme di Abano e Montegrotto), particolarmente adatte ai vitigni internazionali a bacca rossa e ad un paio di vitigni autoctoni assai interessanti.

Una pausa di un paio d’ore passate con l’ecclettico conte Giordano Emo di Capodilista nella sua azienda La Montecchia a Selvazzano Dentro, 20 ettari di vigneti e 10 di bosco, un clos recintato da un’antica siepe spinosa lunga 4 Km e, sulla cima del colle, la storica villa del XVI secolo. Ci sono anche dei rustici ristrutturati a case vacanze per un turismo dai molti interessi che qui fa base e gira, visita chiese e contrade, mangia, beve e si gode la bontà e la bellezza di questa raffinata provincia di cultura, come dice il noto proverbio: Veneziani gran signori, padovani gran dottori, vicentini magna gati, veronesi tuti mati, trevisani pan e tripe, rovigoti baco e pipe.

Dei molti vini di questa azienda certificata biologica ve ne indichiamo 2 perché diversi dai veronesi, piacevoli e convenienti, uno per il mare ed uno per la montagna:

Piuchebello 2016, da moscato bianco e giallo, secco e fermo, bel naso aromatico ma con ritorni di agrumi, in bocca delicato, pulito, dissetante, senza pesantezze, curioso e divertente, facilmente abbinabile con primi di pasta o riso freddi, ancor meglio se con gamberetti e molluschi vari. Potrebbe starci anche con le trippe, se siete di Treviso.

Colli Euganei Merlot 2015, con passaggio in legno, piccoli frutti di bosco, spezie, corpo pieno con vigore di tannini, ma rotondo e fine, per la grigliata in montagna al fresco, con il capriolo, o con formaggi di malga di qualche mese con delle mostarde artigianali. Potrebbe starci anche con il gatto, se siete di Vicenza.

Matteo Guidorizzi

Matteo Guidorizzi

Mi chiamo Matteo Guidorizzi e sono un onesto e malpagato docente di materie letterarie in un liceo, ho un’età -anta-tanta ma, per mia fortuna, sono preso da molteplici interessi, a cominciare dal mondo del vino. Sono attualmente socio dell’Ais (Associazione Italiana sommelier), dell’Onaf (Organizzazione nazionale assaggiatori formaggi), Onas (salumi) e sono iscritto all’elenco regionale dei tecnici ed esperti degli oli d’oliva. Insomma ho un naso ed una bocca discreti, li ho ben educati negli ultimi decenni e li uso per setacciare la mia terra veneta e scoprirci le pepite, le cose buone spesso poco note ma legate alle tradizioni alimentari delle nostre genti.
Ecco quindi già rivelate le finalità dei miei interventi in questo blog: parlare del mio territorio e divertirmi, anche in vostra compagnia, se vorrete leggermi.

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