Franco Masiero e l’Utopia di Emmett Brown

Franco Masiero conduce, con la moglie Francesca e la figlia Giulia, una piccola azienda sulle colline di Trissino, valle dell’Agno. Sono circa tre ettari di pinot nero e merlot su terreno vulcanico, perché siamo a destra del torrente, circondati da boschi e pascoli. Da quest’anno si aggiungono altri 3 ettari verso Sant’Urbano, vecchie vigne di garganega, tai rosso e merlot, a sinistra dell’Agno quindi terreno calcareo, ci sarà da divertirsi a far confronti.

L’azienda è nata nel 2000 ed è biologica certificata, condotta con pratiche biodinamiche, ad esempio produce il proprio compost impiegando il letame di due cavalloni da tiro e la massa verde e secca degli scarti aziendali, o usa il sovescio nei vigneti. Il bilancio energetico viene garantito da 12 kW da impianti fotovoltaici, 8 kW da solare termico, più un impianto a cippato che prende il legno dalla potatura e dal bosco e con questo riscalda tutta la grande casa, pure l’acqua della piscina. Tra i progetti una prossima piccola distilleria che lavorerà anche le ciliegie ed i frutti del bosco per grappe e distillati vari.

Franco Masiero e l'Utopia di Emmett Brown - Botti

Franco Masiero è la dimostrazione che un’altra agricoltura, un altro sviluppo sono possibili, certo non facili, non dappertutto, non subito. Sempre più persone consumano vino ma bevono meno e bevono meglio, forse in alcuni terreni di pianura non ci sarà più la vite, forse alcuni produttori di collina confinanti decideranno di perdere un po’ di vigne e fare una striscia di bosco tra le viti per aiutarne la salubrità, garantire la biodiversità, cercare un equilibrio ambientale che darà forse meno vino, ma più genuino. Ma l’azienda di Franco già ci dice che è possibile cambiare e qui ne abbiamo un esempio, l’Utopia comincia ad avere nomi più concreti, come finalità, programma, traguardo, e non è un tornare indietro, è un altro tipo di sviluppo, altre macchine, altri impianti di energia, altre lavorazioni, altre colture, ma rispettando l’ambiente.

Franco Masiero e l'Utopia di Emmett Brown - Marmo

Franco fa pensare ad Emmett Brown, lo scienziato un po’ strano ma simpatico che precorre il suo tempo nei film “Ritorno al futuro”: anche Franco ha cento idee da sperimentare ed io sinceramente non so se tutte sono buone. Certamente i tini e le botti in frassino ed acacia che non danno cessioni al vino, o quella con solo il fondo in ciliegio possono avere un senso in chi punta tutto sulla qualità ottenuta in campagna. La botticella in marmo di carrara per fare i vini orange con macerazione sulle bucce assomiglia molto alla lapide di mio nonno Vittorio, anche se devo dire che la stessa garganega in fermentazione nel vicino tino in legno era biancastra e molto scomposta, invece nella pietra, pur in fermentazione, era limpida e fruttata. Vedremo come si conclude la storia, dopotutto la macchina DeLorean del film che funzionava anche con bucce di banana, effettivamente viaggiava nel tempo.

Abbiamo assaggiato molti tini con la massa 2015 in fermentazione, garganega, basi spumante, Urban (prossimo taglio bordolese), confermiamo, come per altre aziende, che sarà un’annata particolarmente buona.

Abbiamo poi degustato l’unico vino ora in commercio, il Verdugo 2011, merlot in purezza, nota di midollo d’arbusto che si disperde e lascia la scena ai petali ed alle foglie secche, le bacche scure, le spezie. Ricordiamo che è un vino biodinamico e cambia a seconda delle stagioni, ora fa sentire di più il bosco che si addormenta, ma a primavera darà note erbacee da nuova stagione, in estate più note fruttate e così via. Prezzo 26 €.

Franco Masiero e l'Utopia di Emmett Brown - Cantina

Abbiamo poi degustato uno spumante dosaggio zero, il Mazero 2011 (Masiero+zero) da pinot nero vinificato in bianco che uscirà nel 2016, dopo 4 anni sui lieviti. Colore ambrato, al naso note agrumate e di sambuco con speziatura dolce, in bocca secco, sapido e con una chiusura tannica che pulisce il palato, dà nervo e lo rende di piacevole beva anche con cibi a tendenza grassa. Molto elegante la bollicina straordinariamente fine.

Franco Masiero e l'Utopia di Emmett Brown - Con Ivana

Matteo Guidorizzi

Matteo Guidorizzi

Mi chiamo Matteo Guidorizzi e sono un onesto e malpagato docente di materie letterarie in un liceo, ho un’età -anta-tanta ma, per mia fortuna, sono preso da molteplici interessi, a cominciare dal mondo del vino. Sono attualmente socio dell’Ais (Associazione Italiana sommelier), dell’Onaf (Organizzazione nazionale assaggiatori formaggi), Onas (salumi) e sono iscritto all’elenco regionale dei tecnici ed esperti degli oli d’oliva. Insomma ho un naso ed una bocca discreti, li ho ben educati negli ultimi decenni e li uso per setacciare la mia terra veneta e scoprirci le pepite, le cose buone spesso poco note ma legate alle tradizioni alimentari delle nostre genti. Ecco quindi già rivelate le finalità dei miei interventi in questo blog: parlare del mio territorio e divertirmi, anche in vostra compagnia, se vorrete leggermi.

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