Dolce e perduto

Vinitaly pieno di impegni, di incontri di lavoro, di contatti, ma c’è sempre l’appuntamento che salta, l’ora nella quale non si è incastrato nulla, tempi “da perdere”. Ed allora perché non progettare già prima un percorso di tutti i tempi vuoti per “perdersi” in una storia tra i vini, un filo di Arianna della curiosità o dei ricordi. Io ho immaginato un mio percorso tra i vini come l’avrebbe fatto Ulisse, toccando solo porti del nostro sud, lungo il Mediterraneo che era l’unica strada praticabile per gli antichi.

Ulisse partito da Troia sarebbe arrivato da est, sempre navigando vicino alle coste, come si faceva in quei tempi senza bussola, e avrebbe toccato la Puglia. Dalle parti di Barletta avrebbe trovato il DULCIS IN FUNDO, moscato di Trani dolce naturale 2016 dell’azienda TorreVento, profumi di erbe essiccate e di miele. I vini dolci erano i più preziosi per i mercanti, perché l’alto grado alcolico e zuccherino li preservava dal continuo rollio del mare durante il viaggio. Difatti l’eroe greco ne aveva imbarcato un grosso otre di dolcissimo e profumatissimo, ma l’aveva già finito, l’aveva offerto al mostro Polifemo per accecarlo da ubriaco.

Passato il golfo di Taranto, prima di raggiungere la punta dello stivale, tra Bianco e Casignana Ulisse poteva sbarcare per far provviste ed incontrare il Greco di Bianco Passito 2010 dell’azienda Ceratti, gustoso di fichi, datteri ed orzo, con la sua allegra bottiglia pulcinella. Superatiti alla meno peggio i mostri di Scilla e Cariddi che vivevano nello stretto di Messina, Ulisse poteva fare una piccola sosta sulle Lipari e qui invaghirsi della Malvasia delle Lipari Passito Bio di Fenech Francesco, nell’isola di Salina, vigoroso con fichi secchi ed albicocche candite. Poi via verso ovest, toccando l’isola di San Pietro nel sud della Sardegna, per una sosta ristoratrice con il Roussou da Carignano del Sulcis in purezza di U Tabarka con il cinghiale allo spiedo cacciato nella boscaglia, poi il Seiann-a passito da vitigni a bacca bianca, quasi secco con l’albicocca e la frutta sotto spirito.

Poi il nostro eroe avrebbe messo la prua verso lo stretto di Gibilterra e prima di lasciare il Mediterraneo avrebbe forse fatto una sosta a Malaga, famosa per i vini passiti, il Pedro Ximenez e il Cartojal. Dante nella Divina Commedia dice che Ulisse entrò nell’Oceano e si diresse a sud, ma il mio Ulisse più che la gloria insegue le vigne e quindi passa l’Algarve e vira a nord per una sosta nella zona del Moscatel de Setùbal, profumi di uva passita, scorzette di arancio, miele, frutta secca, dolcissimo e aromatico.

Ma oramai Vinitaly è terminato, la piccola nave è carica di anfore piene di vini per affrontare qualsiasi mostro, dove andare e con chi sta alla fantasia di ognuno di noi.

Ivana Guantiero

Ivana Guantiero

Mi chiamo Ivana Guantiero e sono appassionata di vino. Come è nata la mia passione per il vino? Se scavo bene tra i miei ricordi l'immagine più antica che mi torna alla mente è quella della cucina di mia nonna a Mezzane, il camino ed il grande tavolo in legno. Io che non arrivo neppure al tavolo e mio papà che con il goto veronese in mano mi chiede se voglio assaggiare un goccino di recioto, mia mamma che brontola "..è piccola..", mio papà che facendomi l'occhiolino mi allunga il bicchiere da cui ne assaggio un goccino. Ecco, io credo che in quelle domeniche sia stato piantato in me il seme della passione per il vino, quindi grazie papà! Sono socia dell’Ais (Associazione Italiana sommelier) da una quindicina di anni e con loro sono relatore nei corsi per aspiranti sommelier, faccio parte della redazione di verona, scrivo articoli sul loro sito, faccio visite alle cantine, recensioni ai vini e partecipo ai panel dei degustatori ufficiali. Collaboro anche con la Slow food per stesura della guida Slow wine. Il mio interesse non è solo nel mondo del vino ma anche dei salumi con l’Onas, olio e formaggi. Il blog? Spero diventerà una raccolta delle mie eno-avventure e un modo per conoscere e scambiare opinioni con altre persone che avranno voglia di leggermi.

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