Corte Scaletta by local blog

Cerchiamo di parlare di cose nuove con lo sguardo da “local blog”, termine un po’ esterofilo appena inventato per indicare un modo di scrivere di aziende e di vino con l’attenzione a tutto ciò che ci sta intorno, che dà colore, racconta del territorio, delle persone, delle tradizioni.

Parliamo di questa nuova azienda Corte Scaletta, la prima etichetta nel 2011, per ora solo tre vini, da settembre anche un Amarone già assaggiato e favoloso.

La sede è a Marcellise, frazione di San Martino Buon Albergo, in via Cao di Sopra 19. L’azienda è familiare, con il padre Riccardo e la figlia Giulia che si occupa della parte commerciale, alla bisogna la madre Laura ed il figlio Michele, studente di Economia e Commercio.

I corpi aziendali sono due, un ettaro e mezzo a Marcellise, dove c’è la cantina e la bottaia, zona collinare con chiazze di boschi dove si trovano molte piante di susine selvatiche, qui chiamate “brombe”. Da ciò il fatto che gli abitanti del capoluogo, che si sentono più vicini alla città e più civilizzati, prendono in giro i locali chiamandoli “brombaroi”.

Brombarolo

La cantina è nuova, la casa meno, anzi la bottaia si trova sotto la parte più vecchia, risalente circa al 1600. Le brombe invece sono ancora più vecchie, parecchie migliaia d’anni e rendono bene il selvatico di queste colline, con terreni grigio rossastri attraversati da chiazze gessose più chiare, c’erano infatti in queste zone, come nel vicino Montorio, delle antiche cave di gesso, o più precisamente di carbonato di calcio.

Ma la parcella principale dei vigneti di Corte Scaletta si distende nei 10 ettari di proprietà nella Tenuta Musella. La Musella comprende 360 ettari recintati di boschi, masserie e terreni agricoli, smembrati negli ultimi cinquant’anni ed ora di diversi proprietari. Sulla collina di Musella c’è la stupenda Villa D’Acquarone, costruita nel XVII secolo e famosa per le bellissime sale affrescate.

La storia della tenuta Musella è come una dinasty da serie televisiva, con personaggi strani dai caratteri forti, dal fondatore duca Pietro D’Acquarone, collaboratore di Re Vittorio Emanuele III fino alla fine della guerra, ma antitedesco, al duca Luigi Filippo, morto nel 1993, che salvò la tenuta dalla cementificazione ed era detto il duca rosso perché iscritto al Partito Comunista. Sta di fatto che nel 1998 il nostro Riccardo Cavedin acquista una parcella di 10 ettari sui crinali rivolti a sud, sembra dopo aver consultato i giardinieri della villa sulla fertilità dei terreni.

Appena entrati nella tenuta c’è questa piccola via chiamata Scaletta, da cui il nome dell’azienda, per una scaletta di pietra che mette in comunicazione la tenuta con l’abitato di San Martino più in basso.

I dieci ettari sono sui primi leggeri pendii della collina, terreni argillosi con sassi di calcare, leggermente diversi a seconda dell’orientamento, tutti di ottimo drenaggio, ricoperti da vigneti a guyot inerbiti.

I vini degustati:

  • Valpolicella Superiore 2011, nota fruttata e di leggero appassimento, impressione di morbidezza, speziatura in chiusura, più serio in bocca, corpo non palestrato, di bella beva, bella spinta acida, molto convincente. Prezzo in azienda 15,00 €.
  • Valpolicella 2012, non in commercio, bella nota floreale e fruttata, spezie, mineralità e corpo maggiori, forse una minore freschezza, buone carte da giocare ma è appena imbottigliato ed ancora scomposto.
  • Amarone della Valpolicella 2011, in vendita dal prossimo settembre, 36 mesi di legno medio, molto profumato con bella nota di frutta e fiori secchi, spezie e radici, in bocca lungo e con la solita freschezza che lo ingentilisce e lo rende terribilmente piacevole. Un grande vino. (40,00 €).
  • Amarone 2013 da botte. In realtà, come ci spiega l’enologo Damiano Peroni, l’azienda tiene distinte le uve di due zone della Musella, già diverse tra loro, e di Marcellise, sicchè ora ci sono tre partite diverse di amarone 2013 che solo qualche mese prima dell’imbottigliamento verranno assemblate in proporzioni da stabilirsi al momento, a seconda delle annate. Noi facciamo un assaggio da una botte grande dei terreni della Musella, note di bacche, frutto potente e giustamente sopra il resto, ma ancora sotto una bella freschezza, già delizioso così arruffato, figurarsi quando sarà pettinato.
  • Cabernet Sauvignon 2011, da un vigneto di quasi mezzo ettaro nella Musella, armonico nel naso, leggera la nota erbacea, molti piccoli frutti, sentore di pietre e cipria, secco ed asciutto in bocca, note di tabacco e foglie secche, lungo, sempre con la sua freschezza, assai elegante. (15,00 €).
Matteo Guidorizzi

Matteo Guidorizzi

Mi chiamo Matteo Guidorizzi e sono un onesto e malpagato docente di materie letterarie in un liceo, ho un’età -anta-tanta ma, per mia fortuna, sono preso da molteplici interessi, a cominciare dal mondo del vino. Sono attualmente socio dell’Ais (Associazione Italiana sommelier), dell’Onaf (Organizzazione nazionale assaggiatori formaggi), Onas (salumi) e sono iscritto all’elenco regionale dei tecnici ed esperti degli oli d’oliva. Insomma ho un naso ed una bocca discreti, li ho ben educati negli ultimi decenni e li uso per setacciare la mia terra veneta e scoprirci le pepite, le cose buone spesso poco note ma legate alle tradizioni alimentari delle nostre genti.
Ecco quindi già rivelate le finalità dei miei interventi in questo blog: parlare del mio territorio e divertirmi, anche in vostra compagnia, se vorrete leggermi.

Un pensiero riguardo “Corte Scaletta by local blog

  • agosto 20, 2015 in 10:55 am
    Permalink

    Molto curioso di assaggiare Corte Scaletta, complimenti a Local Blog!

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *