Chiesa Vecchia e vini nuovi

Sabato 23 gennaio, tempo splendido per fare visita a Giancarlo Omenetto ed a sua moglie Stefania dell’azienda Chiesa Vecchia. Siamo sulla cima dell’ultima collina dei Colli Berici: le mura perimetrali dell’antica chiesa da secoli, come sentinelle immobili, controllano la vasta pianura sottostante che sembra sorridere ai raggi tiepidi del sole.

Chiesa Vecchia e vini nuovi - Chiesa

Invece certamente sorridenti troviamo i nostri ospiti che così già ci anticipano le buone notizie sull’ultima vendemmia: è stata ottima per i rossi, che hanno beneficiato di un settembre caldo e maturazione progressiva, buona per i bianchi, che in alcune zone hanno sofferto un po’ la siccità con diminuzione della produzione. Assaggiamo qualcosa, perché le parole seccano la gola, anche se torneremo ai primi di marzo per fare acquisti e degustare tutte le tipologie di vini, dallo spumante metodo classico al loro buono ed insolito passito.

Giancarlo ha una figlia ormai grande ed accasata in quel di Francia, nel dipartimento dell’Ardèche e ci racconta cose interessanti su vini e vitigni di quella regione che noi non conosciamo; parlare con lui è davvero un bel modo di perdere tempo, lui poi doveva potare, siamo il suo alibi per fare due chiacchiere vicino al caminetto della sua sala da pranzo.

Chiesa Vecchia e vini nuovi - Bottiglia

I vini degustati:

Pinot grigio 2015, imbottigliato da 10 giorni, bel profumo floreale e ancora più deciso di polpa di frutta, dalla pesca all’amolo. In bocca ritorna protagonista la frutta nel bel corpo sapido e abbastanza fresco, e l’insieme invoglia a bere sorso dopo sorso. Tra un mesetto in vendita, già ora piacevole (7,5 €).

Sauvignon 2015, in bottiglia da 10 giorni, ancora scomposto e chiuso nel naso, ma poi con calma escono le note varietali (peperone, foglia di pomodoro, menta selvatica, salvia). Meglio in bocca, con spessore, sapidità e freschezza che già lo sorreggono. Come gli anni precedenti questo è un vino di impatto, con una carica aromatica muscolosa che solo in estate cede il passo all’eleganza, per poi diventare armonico in inverno, ma solo se lo acquistate e lo mettete in cantina entro maggio-giugno, come facciamo noi, perché finirà presto (7,5 €).

Rosso di Alonte 2011, da merlot in purezza, ancora un po’ selvatico al naso con note vegetali all’inizio un po’ prepotenti, poi appena si apre arrivano i petali secchi, la malva (qui chiamata erba fiapa), tante spezie e frutta scura. Il corpo è muscoloso ed ancora impulsivo, di bella freschezza e giovanile irruenza (8,5 €).

A conferma delle nostre impressioni mi viene in mente che in questa zona ci sono tre-quattro aziende che fanno dei merlot molto buoni e assai longevi, segno che c’è proprio una vocazione del terreno per questo vitigno.

Visto che ormai si chiacchiera e si beve, ecco che Giancarlo ci fa assaggiare un Rosso di Alonte del 2005 con radici, rabarbaro, note terziarie e tannini evoluti ma ben presenti, che asciugano la bocca, ancora una buona freschezza, grande vino.

Azienda Agricola Chiesa Vecchia Di Omenetto Giancarlo
Via Chiesa Vecchia 3, Alonte, Vi 36045
Telefono 0444 439193

Matteo Guidorizzi

Matteo Guidorizzi

Mi chiamo Matteo Guidorizzi e sono un onesto e malpagato docente di materie letterarie in un liceo, ho un’età -anta-tanta ma, per mia fortuna, sono preso da molteplici interessi, a cominciare dal mondo del vino. Sono attualmente socio dell’Ais (Associazione Italiana sommelier), dell’Onaf (Organizzazione nazionale assaggiatori formaggi), Onas (salumi) e sono iscritto all’elenco regionale dei tecnici ed esperti degli oli d’oliva. Insomma ho un naso ed una bocca discreti, li ho ben educati negli ultimi decenni e li uso per setacciare la mia terra veneta e scoprirci le pepite, le cose buone spesso poco note ma legate alle tradizioni alimentari delle nostre genti.
Ecco quindi già rivelate le finalità dei miei interventi in questo blog: parlare del mio territorio e divertirmi, anche in vostra compagnia, se vorrete leggermi.

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