Al Vinitaly a caccia di farfalle

E’ sempre piacevole uscire una volta ogni tanto dagli schemi e provare a seguire una strada tutta nostra. Eccomi quindi armato di retino ad inseguire le farfalle più particolari e colorate che mi è capitato di vedere al Vinitaly di quest’anno! Veneto? Toscana? Orange wine?? Nulla di tutto questo…
Leggete qui di seguito la mia “caccia”!

Il Pisco è un distillato tipico del Perù da mosto sia fresco che fermentato, le uve provengono da vigne coltivate dal livello del mare fino a quasi 2000 metri. Ricorda la nostra grappa, con una complessità e note fruttate e aromatiche che le grappe non hanno. Ѐ molto buono nei cocktail, ma abbinato al cioccolato peruviano ti fa sentire felice e leggero come un condor delle Ande. Il prezzo dovrebbe aggirarsi sui 25 euro in Italia, ma l’articolo è interessante e merita approfondimenti.

Tokaji Aszu 5 puttonyos, per assaggiare vini del genere bisogna rincorrerli in qualche degustazione di vini ungheresi, questo in foto del 2006 è freschissimo con note ancora verdi, poco dolce, 10 gradi alcool e 178 gr/l che non si sa dove siano nascosti, prezzo sui 50 euro alla bottiglia.

Azienda biologica Monte di Grazia da Tramonti, provincia di Salerno, sui Monti Lattari. Qui ho trovato due farfalle autoctone molto interessanti, un Monte di Grazia Bianco da vitigno Pepella, Ginestra e Bianca Tenera, semi aromatico al naso, sapido preciso e tagliente in bocca, secco e adatto a tutto ciò che è commestibile, neanche 11 gradi alcol, un vino buono, dissetante, facile eppure completo. Non è da meno il fratello Monte di Grazia Rosato, da Tintore e Piedirosso, profumatissimo, sanguigno, gustoso e generoso. Vitigni semisconosciuti, vigne molto vecchie, cose di fascino e magia.

Tenuta Muscazega da Luras,in Gallura, provincia di Sassari. Qui ho acchiappato il Disizu, desiderio nella lingua dei locali, da nebiolo (con una b) di Luras, importato sembra dal piemontese generale La Marmora a metà Ottocento. In queste colline acquista la rustica scioltezza dei vini delle isole del Mediterraneo, note di macchia, molte spezie e bacche, un po’ selvatico, in bocca secco, fresco, austero, diretto, dissetante, buono giovane con maialini selvatici e simili bestiole sfuggenti.

Cantina Tramin, circa 300 soci, 270 ettari vitati. Con una ventina di vini in vendita è un compendio di tutte le buone cose che si producono in Alto Adige. Faccio un ripasso divertente, con diverse cose interessanti. Davvero buoni il Selida Gewurztraminer 2016 (13 euro) e l’Urban da Lagrain, il Pinot grigio 2015 (23 euro), farfalla spettacolare il Terminum, Gewurztraminer da vendemmia tardiva con muffa nobile, quando leggo che gli dei sull’Olimpo si nutrivano di nettare ed ambrosia penso a questo.

Matteo Guidorizzi

Matteo Guidorizzi

Mi chiamo Matteo Guidorizzi e sono un onesto e malpagato docente di materie letterarie in un liceo, ho un’età -anta-tanta ma, per mia fortuna, sono preso da molteplici interessi, a cominciare dal mondo del vino. Sono attualmente socio dell’Ais (Associazione Italiana sommelier), dell’Onaf (Organizzazione nazionale assaggiatori formaggi), Onas (salumi) e sono iscritto all’elenco regionale dei tecnici ed esperti degli oli d’oliva. Insomma ho un naso ed una bocca discreti, li ho ben educati negli ultimi decenni e li uso per setacciare la mia terra veneta e scoprirci le pepite, le cose buone spesso poco note ma legate alle tradizioni alimentari delle nostre genti. Ecco quindi già rivelate le finalità dei miei interventi in questo blog: parlare del mio territorio e divertirmi, anche in vostra compagnia, se vorrete leggermi.

3 pensieri riguardo “Al Vinitaly a caccia di farfalle

  • aprile 21, 2017 in 9:16 am
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    Il Pisco l’ avevo bevuto circa 16 anni fa in Perù…ti assicuro che assaporato in loco con la musica peruviana che risuona è una piacevole sensazione. Consiglio a tutti un viaggio in questo splendido paese pieno di storia e magia.

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  • aprile 24, 2017 in 11:00 am
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    Soltanto per la verita’ storica: il vitigno importato dal generale La Marmora e’ stato il dolcetto. Si spiega anche cosi’ il “nebiolo” con una “b”

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    • Alessio Albi
      aprile 25, 2017 in 8:06 pm
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      Buonasera, ci fa piacere che abbia letto il nostro post.
      Noi ci siamo affidati al racconto del produttore per le informazioni sui vitigni ma spronati dal suo commento abbiamo provato a cercare altre fonti.
      Effettivamente la questione nebiolo/dolcetto non è nuova e abbiamo trovato un breve dibattito a riguardo proprio sul sito della Confraternita del Nebiolo di Luras.
      Se può interessarle la pagina in questione è http://www.confraternitanebiololuras.org/il-nebiolo.
      Se le fa piacere possiamo provare a spostare la discussione sui social e vedere se altri possono fornirci ulteriori informazioni…
      Cordiali saluti

      Risposta

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