Marcellino pane e vino

Era una cosa che vedevo fare da mia nonno e da mia madre, finivano il pasto intingendo un pezzetto di pane in due dita di vino rosso ed anch’io a volte lo faccio, con vini giovani e molto fruttati, talvolta per finire la michetta di pane, perché ci è stato insegnato che non è rispettoso lasciarne sulla tavola un pezzettino, è come disprezzare il cibo quando esiste chi soffre la fame.

Ma l’abbinata pane e vino è biblica ed evangelica, il pane viene citato oltre 400 volte ed il vino 224 nella Bibbia cristiana, ed ha a che fare con il sacro, ricordiamo che nell’ultima cena Gesù spezza il pane e fa girare un calice di vino tra i suoi discepoli.

Il pane veniva offerto agli dei in molte religioni e tra molti popoli, dall’Asia alle Americhe, il vino solo nelle civiltà che coltivavano la vite, lungo le rive del Mediterraneo.

Pane, vino e ambito sacro sono insieme anche in un triste e strano racconto di uno scrittore spagnolo, Josè Maria Sanchez Silva “Macelino pan y vino”, dal quale sono stati tratti film e canzoni per bambini.
I dodici frati francescani di un povero convento si prendono cura di un neonato abbandonato sulla porta nel giorno di San Marcellino. Passano gli anni e Marcellino è un bambino di sei anni che cresce robusto con dodici papà ai quali domanda spesso della sua mamma. Un giorno trova in una soffitta un crocefisso abbandonato e vedendolo molto magro, decide di portargli del pane e del vino per ristorarlo. Per miracolo il Crocefisso si rianima e scende dalla croce per mangiare e per parlare al bambino. In uno dei loro incontri Marcellino esprime a Gesù il desiderio di vedere la sua mamma e quella di Gesù, al che Gesù fa candidamente morire Marcellino e lo manda in Paradiso a conoscere i genitori e la Madonna. Alcuni frati hanno assistito di nascosto al miracolo e da allora ogni anno la popolazione si reca per devozione sulla tomba di Marcellino pane e vino.

Storia un po’ inquietante, ma a leggerla non è così male, tutte le cose fanno sempre riferimento a concetti più complessi, il pane, il vino, i dodici frati, Gesù che scende dalla croce per confortare ed abbracciare Marcellino, ecco: non è una fiaba per bambini.

Matteo Guidorizzi

Matteo Guidorizzi

Mi chiamo Matteo Guidorizzi e sono un docente di materie letterarie di liceo da poco in pensione, ho un’età -anta-tanta ma, per mia fortuna, sono preso da molteplici interessi, a cominciare dal mondo del vino. Sono attualmente socio dell’Ais (Associazione Italiana sommelier), dell’Onaf (Organizzazione nazionale assaggiatori formaggi) e sono iscritto all’elenco regionale dei tecnici ed esperti degli oli d’oliva, collaboro con una guida di vini ed una di oli EVO. Insomma ho un naso ed una bocca discreti, li ho ben educati negli ultimi decenni e li uso per setacciare la mia terra veneta e scoprirci le pepite, le cose buone spesso poco note ma legate alle tradizioni alimentari delle nostre genti. Ecco quindi già rivelate le finalità dei miei interventi in questo blog: parlare del mio territorio e divertirmi, anche in vostra compagnia, se vorrete leggermi.

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