Cavalieri del Recioto

11 settembre 2016,
con una pittoresca cerimonia nel cortile della chiesa di Santa Maria Valverde, sulle colline di Marano, mi hanno nominato Cavaliere del Sovrano e Nobilissimo Ordine dell’Amarone e del Recioto.

Si tratta di una confraternita che si ispira ad un fatto, tra storia e leggenda, accaduto nel lontano 1320, quando il conte di Valpolicella, Federico della Scala, nel castello poi distrutto di Marano vicino a questa chiesa, per la prima volta creò questo Ordine con una solenne cerimonia di investitura. La stessa rimasta invariata per secoli, sospesa nel periodo bellico e quasi dimenticata, rinata nel 1969 ad opera dei sindaci dei 5 Comuni della Valpolicella storica, celebrata con l’imposizione della spada da parte del Gran Maestro sulle spalle del candidato che ha prima bevuto d’un fiato un calice di Recioto.

Ogni anno 3-4 persone, che operano in diversi modi nel mondo del vino o fanno conoscere i vini della Valpolicella, vengono premiati con questo riconoscimento. Al di là del folclore conta anche lo spirito dell’associazione: questi Cavalieri non sono come guardiani di un museo che curano, custodiscono gli antichi cimeli, cose belle del passato non più proponibili, ma devono essere traghettatori che portano lontano cose vive, ancora attuali e fanno loro superare confini, fiumi, mari o continenti, per fare arrivare le perle della Valpolicella, primi fra tutti i suoi vini, in altre terre lontane.

Ovvio che durante il viaggio qualcosina si beve sempre, si sa che noi Cavalieri non siamo astemi!

Matteo Guidorizzi

Matteo Guidorizzi

Mi chiamo Matteo Guidorizzi e sono un onesto e malpagato docente di materie letterarie in un liceo, ho un’età -anta-tanta ma, per mia fortuna, sono preso da molteplici interessi, a cominciare dal mondo del vino. Sono attualmente socio dell’Ais (Associazione Italiana sommelier), dell’Onaf (Organizzazione nazionale assaggiatori formaggi), Onas (salumi) e sono iscritto all’elenco regionale dei tecnici ed esperti degli oli d’oliva. Insomma ho un naso ed una bocca discreti, li ho ben educati negli ultimi decenni e li uso per setacciare la mia terra veneta e scoprirci le pepite, le cose buone spesso poco note ma legate alle tradizioni alimentari delle nostre genti. Ecco quindi già rivelate le finalità dei miei interventi in questo blog: parlare del mio territorio e divertirmi, anche in vostra compagnia, se vorrete leggermi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *